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Enoteca
Sarda
o
Carignano del Sulcis
o
Cannonau
o
Vermentino
o Moscato
Carignano del Sulcis
Il vitigno rosso
Carignano, presente in
tutto il Mediterraneo occidentale, ha origini incerte in Sardegna,
anche se la sua diffusione limitata all’area del Sulcis e all’Isola
di Sant’Antioco
farebbe pensare a un’origine
fenicia. Il vitigno, che produce un vino rosso molto alcolico che
non ha
particolari esigenze pedoclimatiche ed è molto resistente ai
venti ricchi di salsedine provenienti dal mare tipici del sud-ovest
sardo, nonché a malattie come la filossera. Dalle uve Carignano si
ottiene il “Carignano
del Sulcis” , il
quale ha ottenuto il riconoscimento DOC nel 1977. Questo vino deriva
da uve Carignano al 100% o all’85% con il concorso dei vitigni
Monica, Pascale, Alicante ed è un vino dal profumo fragrante e
intenso, con gusto secco e sapido, che raggiunge gli 11,5°.
Caratteri ampelografici:
Apice del germoglio espanso di colore
verde-biancastro;
Foglia medio medio-grande, pentagonale,
quinquolobata;
Grappolo medio, piramidale, alato, compatto o semi
compatto;
Acino medio, con buccia di medio spessore molto
pruinosa e di colore blu molto intenso.
Esigenze ambientali e colturali:
Vitigno dalla produzione molto contenuta. Predilige forme di
allevamento poco espanse come l’alberello e una potatura molto
corta. I terreni più idonei alla sua coltivazione sono quelli
poveri, sabbiosi, ben esposti e ventilati.
Zona di produzione:
Isola
di Sant'Antioco e Basso Sulcis
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Cannonau
Si ritiene sia stato importato in Sardegna durante
la dominazione spagnola dal XII secolo. A conferma il Memoli (1933)
ricorda le affinità, sotto l’aspetto ampelografico con varietà
iberiche, Cannonanza e Granaxa, o francesi Grenaxe. Il Grenache
rappresenta il vitigno con la maggiore
diffusione nel mondo.
Originario dell’Aragona, si è diffuso dapprima in Roja e Navarra e
quindi nel Rousillon dominato dal regno di Aragona sino al 1659. È
citato in alcuni documenti mercantili della Sardegna un vino
chiamato Vermyle, che è forse il Cannonau di origine catalana
proveniente da vigneti allevati "a sa catalano", ovvero ad
alberello. La prima citazione di un vino con denominazione simile al
Cannonau risale al 1612 e fa riferimento proprio ad un vino sardo
inviato a re Filippo I.
Caratteri ampelografici:
Apice del germoglio a ventaglio e di colore verde;
Foglia media e trilobata, di colore verde lucente,
completamente glarba su entrambe le pagine;
Grappolo medio, tronco conico, serrato, a volte
alato;
Acino medio, con buccia sottile ma consistente,
molto pruinosa e di colore blu-violetto.
Esigenze ambientali e colturali:
Vitigno caratterizzato da una produzione poco elevata. Predilige
forme di allevamento espanse a potatura corta. I terreni più idonei
alla sua coltivazione sono quelli collinari, ben esposti e
ventilati, argillosi e ricchi di scheletro.
Zona di produzione:
Diffuso in tutta la Sardegna
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Vermentino
Non vi sono certezze sull’origine di questo vitigno anche se molte
notizie lasciano presupporre una sua origine spagnola. Lo troviamo a
partire dal XIV secolo in Corsica e Liguria. Solo nel XIX secolo
(provenendo probabilmente dalla vicina Corsica) ha fatto comparsa
nel Nord Sardegna. Questo pregiato vitigno è oggi coltivato in tutto
l’arco della costa del Mediterraneo che dalla Spagna arriva sino
alla Liguria. Moderatamente diffuso in Corsica, trova in Sardegna il
suo "habitat" ideale dove ha conosciuto il massimo della sua
diffusione rispetto ad altre zone di tutto il Mondo.
Caratteri ampelografici:
Apice del germoglio espanso di colore bianco con
orlo carminato;
Foglia medio grande, pentagonale, denti pronunciati
ed irregolari;
Grappolo medio grande, di forma cilindrica o
piramidale, mediamente spargolo;
Acino medio grande, sferico, con buccia di media
spessore di colore giallo ambrato o verdastro a seconda
dell’esposizione.
Esigenze ambientali e colturali:
Predilige terreni asciutti e la vicinanza del mare, dove riesce a
dare le migliori produzioni.
È un
tipico vitigno delle zone litoranee, in cui altri vitigni sarebbero
danneggiati dai venti salmastri.
Sistemi di allevamento di media espansione con potatura corta,
tipicamente viene allevato a spalliera. Predilige un clima caldo e
terreni calcareo-silicei o calcareo-argillosi. Ha una medio-buona
produttività, costante nel tempo.
Zona di produzione:
Diffuso in tutta la Sardegna.
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Moscato
Coltivato in tutto il Mediterraneo fin
dai tempi più antichi. Vi è la probabilità che provenga sia dalla
Antica Grecia che dal Medio Oriente, ma è anche assodato che gli
Etruschi conoscessero molto bene questa pianta.
L’attuale nome di "Moscato" era già ben
noto a partire dal Medioevo.
La sua presenza nell’isola può essere
fatta risalire all’epoca dell’Antica Roma. Con il passare del tempo
le caratteristiche peculiari di questo vitigno sono andate via via
diversificandosi dai ceppi originari del continente. Ad oggi le
differenze qualitative delle differenti zone di produzione in un
territorio così diversificato come la Sardegna ha reso necessaria la
nascita di diverse Denominazioni di Origine: Moscato di Cagliari,
Moscato di Sorso Sennori, Moscato di Tempio e Moscato di Sardegna
spumante. 
Caratteri ampelografici:
Apice del germoglio
espanso, di colore verde con bordo appena ramato.
Foglia media e
pentalobata, denti molto pronunciati irregolari.
Grappolo medio, di
forma cilindrica piramidale alato, compatto.
Acino medio sferico,
leggermente appiattito, con buccia sottile e di colore dorato
Esigenze ambientali e
colturali:
Predilige sistemi di allevamento poco
espansi e potatura corta. Tipicamente viene allevato ad alberello. A
proprio agio in terreni sabbiosi. La produzione è notevolmente
contenuta, grazie anche alla particolare predisposizione
all’appassimento.
Epoca vendemmiale:
Prima, seconda settimana di Settembre
Zona di produzione:
Campidano di Cagliari, basso Sulcis
principalmente sull’Isola di Sant’Antioco.
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